INTERVISTA A GIACOMO DAL SANTO

Iniziamo un ciclo di interviste ai protagonisti della stagione giallorossa, non solo della prima squadra ma di tutte le categorie che rappresentano le Alte

Cominciamo con Giacomo “Jack” Dal Santo un giovane che il DS Bottoni ha voluto portare dalla squadra juniores alla prima squadra e che si sta comportando molto bene in questa sua prima stagione tra “i grandi”

 

Per rompere il ghiaccio, vediamo di conoscerti un po’ meglio, oltre il calcio. Cosa fai nella vita, che musica ascolti e cosa ti piace fare quando non giochi a calcio?

Inizio con il ringraziare la società per questa piccola intervista che mi reca molta soddisfazione.
Il mio nome è Giacomo Dal Santo, anche se molti o quasi tutti mi chiamano Jack, ho 19 anni e studio Chimica e tecnologie farmaceutiche all’università di Padova. Oltre alla grande passione per il calcio, che è mia compagna di vita fin da quando giocavo a pallone con il nonno in strada, ho un’altra grande amica: la musica! In tutte le sue sfumature mi accompagna di giorno in giorno , e la trovo fondamentale nel tragitto che in macchina mi conduce al campo per preparare al meglio la prestazione e cancellare ogni altro pensiero. Posso assicurarvi però che ho più scarpe da calcio che chitarre in camera! 
E’ la tua prima stagione dove sei fisso nella rosa della prima squadra e il tuo impatto é stato strepitoso. Stai diventando un giocatore fondamentale per Mister Farinello e ti stai ritagliando un ruolo da protagonista, nonostante la tua giovane età.
Sei nell’ambiente giallorosso da tre anni, quando il DS Bottoni ti ha prelevato dalla Seraticense per portarti a giocare con la nostra juniores. Come trovi l’ambiente e la società giallorossa?
Tornando al calcio…si, questo è la mia prima stagione in questa categoria, dopo 2 anni passati con la juniores. Non è stato facile abbandonare i colori gialloneri che mi hanno fatto crescere, ma sono stato contento delle due stagioni, vissute, si con difficoltà ,ma grazie alle quali la società e i miei compagni mi hanno aiutato a crescere e ad arrivare a giocare in prima squadra.
Sei entrato in uno spogliatoio composto da giocatori che militano da diversi anni tra seconda e prima categoria. Qual’é il tuo rapporto con i tuoi compagni “anziani” più esperti?
Entrare in uno spogliatoio che non è il tuo e di quale non sei il leader è difficile , soprattutto se sei il più piccolo (il “bocia” come loro mi chiamano) e sicuramente il meno esperto. Ma questo non è valso per me. Fin dai primi giorni e allenamenti sono stato accolto con grande cura e semplicità da tutti i miei compagni, dal mister e da tutto lo staff. Il rapporto tra noi compagni è molto positivo e questo clima mi e ci aiuta ad affrontare ogni allenamento con serenità e tanto impegno, senza dimenticarsi del terzo tempo, dopo le partite, che fa doppiamente assaporare il profumo di una vittoria o di una bona prestazione sudata sul campo! 
Dopo un un inizio altalenante, la squadra sembra aver preso un ritmo importante che la può mantenere nelle prime posizioni. Ora viene il difficile perché si é usciti allo scoperto e tutte le squadre, anche quelle più indietro in classifica ci aspettano con il coltello tra i denti. Come vedi il proseguo del campionato per le Alte e dove credi che questa squadra possa arrivare?  
Dopo un inizio un po’ altalenante , sembra che abbiamo preso un buon ritmo partita , ma non basta, bisogna continuare a lavorare a testa bassa e cercare di portare a casa il risultato positivo in ogni occasione. Sinceramente penso che questa squadra abbia delle buone possibilità di fare un bel campionato e puntare su un buon posizionamento, siamo una squadra molto esperta ma con la giusta dose di spensieratezza giovanile , un mix che può dare i suoi frutti.
Sei molto giovane, ma molto promettente: quali sono i tuoi sogni, le tue ambizioni, i tuoi obiettivi nel calcio e nella vita?
Personalmente, ogni minuto che passo sul quel campo verde mi fa accorgere di quanto ancora la strada sia i salita e di quanto io possa crescere e migliorare sotto qualsiasi punto di vista , umanamente e calcisticamente parlando. Spero nel corso dei mesi si inserirmi sempre meglio nei meccanismi della squadra e di poter dare un mano al fine del risultato in ogni partita. C’è ancora molto da imparare.
I miei sogni? Sicuramente continuare a giocare a calcio finche ne avrò l’opportunità, cercando di conciliare impegni della vita e impegni calcistici, senza dimenticare che l’obiettivo principale deve essere il divertimento , perché il calcio è per me soprattutto questo… passione e tanta felicità!
Che cosa rappresenta il calcio per te e che consiglio daresti ai giovani che aspirano a giocare in una prima squadra?
Mi permetto di dare un consiglio ai miei compagni di età e di fare memore a me stesso: l’impegno, la dedizione, la professionalità e soprattutto l’umiltà ripagano sempre! Testa bassa e si lavora!
Un ringraziamento speciale va ai miei compagni di squadra, al mister e a tutto lo staff, e un in bocca al lupo a tutti per la stagione!
Buon Divertimento e Forza Alte!