MALICK SARR: IN ALTE I CUORI

Bell’intervista di Stefano Gobetti sul Giornale di Vicenza che parla della “perla nera” della prima squadra

In febbraio è stato rappresentante di lista nel seggio vicentino per le presidenziali del Senegal. E intanto c’è… feeling con la cucina italiana

La sua semplicità e la sua ti- midezza ti conquistano. A uno come Malick Sarr non puoi non voler bene. E ad Al- te Ceccato tutti gliene voglio- no a questo ragazzo del ’94 dal sorriso disarmante, dai modi educati e dal fisico esile ma in campo veloce come una gazzella. Nel suo paese, il Senegal, lo sport più pratica- to è la lotta corpo a corpo, che da quelle parti si chiama Laamb e coinvolge tantissi- mi giovani. Il calcio viene so- lo al secondo posto ma in Ma- lick ha fatto subito breccia: «In Senegal avevo comincia- to a giocare con gli amici al campetto, non in una squa- dra vera e propria – spiega lui – poi quando sono arrivato ad Alte ho conosciuto della gen- te che mi ha parlato bene del- la società giallorossa, mi dice- vano che mi sarei trovato be- ne perché qui non si fanno differenze sulla provenienza delle persone e così sono en- trato negli juniores». 26 Ago- sto 2010: se chiedi a Malick quando è arrivato in Italia ti risponde così, con una preci- sione che fa capire quanto im- portante sia stato quel gior- no. Ma torniamo al calcio. Malick gioca esterno d’attac- co, sulla fascia fa delle grandi progressioni e nella stagione 2014/15 viene portato in pri- ma squadra. Cinque campio- nati dopo è ancora lì, uno dei pochi ragazzi ad aver fatto il salto dal settore giovanile ne- gli ultimi anni e un esempio dell’integrazione che ha sem- pre visto la società Alte Cecca- to in prima fila: «Con chi ho
legato di più in squadra? Con il nostro grande capitano Cri- stian Jeraci, lui è il mio punto di riferimento. Quando in campo sono in difficoltà, lo guardo e mi sento subito rica- ricato». Se apri la pagina face- book di Malick intanto sco- pri che ha cambiato simpati- camente il cognome in Shaa- rawy in onore del faraone ro- manista («ci assomigliamo di carattere, è uno che non si lamenta mai in campo, mi piace come persona») e poi che ha un grande interesse per la politica del suo paese. A febbraio infatti in Senegal ci sono state le elezioni presi- denziali e Malick non è stato solo un semplice votante ma ha fatto di più: al seggio alle- stito a Vicenza è stato rappre- sentante di lista di Ousmane Sonko, giovane candidato al- la presidenza che vorrebbe cambiare realmente il paese. «Sonko conosce la realtà che vivono i senegalesi – spiega Malick – non ha paura di dire le cose come stanno e ha de- nunciato la corruzione della politica. Era la prima volta che si presentava alle elezio- ni ed è arrivato terzo. Ma so- no sicuro che si ripresenterà ancora e farà bene». Malick ha appena terminato un cor- so di apprendistato e vorreb- be fare l’operaio metalmecca- nico. E se gli chiedi qual è il suo piatto preferito della cuci- na senegalese ti spiazza: «Ul- timamente sono più appas- sionato di un piatto italiano, i rigatoni panna e funghi, è proprio spettacolare». Sarr è in lizza per il pallone di bron- zo. E al riguardo ricordiamo che nel GdV giovedì ci sarà la super scheda da 50 punti.