UNA SOCIETÀ DI GIOVANI E SPERANZE

E’ utile, anche se talvolta, ripetitivo, ascoltare coloro che sono ormai avanti nell’età per scoprire i tempi della loro gioventù. Inevitabilmente parlano di duro lavoro e di sacri ci, anche di povertà.

Quasi tutti, però, ricordano d’aver vissuto momenti felici. A riscaldare i cuori era un clima sociale, dove solidarietà e amicizia nascevano e si intrecciavano con una ducia ottimistica sul futuro.
In luogo di essere d’ostacolo, la nascita e l’espansione vulcanica di Alte Ceccato, con l’arrivo di famiglie anche dal sud sono state un esempio raro di socialità costruttiva, priva di pregiudizi e di condizionamenti storici.

Anche quando è mancata la guida, quando è venuto meno il cuore generoso di PIETRO CECCATO, altri, quasi tutti suoi amici, hanno continuato la sua strada.

Così, seppur frazionato in più fabbriche, il lavoro si è ancora più di uso e la comunità ha mantenuto nella parrocchia e nelle associazioni, come la Pro Loco, la sua unità. In tal modo, negli anni imminenti il 1960, ci conoscevamo tutti, una settantina di bambini, nell’oratorio ricavato al primo piano e nei seminterrati della canonica. L’ampio cortile era disponibile per i molteplici giochi, mentre nel grande salone, cui si accedeva attraverso una scalinata, c’erano la televisione e un piccolo bar autogestito che distribuiva bibite, ghiaccioli e granatine di domenica.

NASCITA DELL’ U.S. ALTE CECCATO CALCIO

In questo oratorio nasce nel 1962 nasce l’U.S. Alte Ceccato. Ad a ancare il parroco DON ATTILIO POZZAN era arrivato DON ERNESTO DALLA VALLE e per i ragazzi, fu l’avvento di energia pura. Ancora ci si stupisce che un pretino così, tutto pelle ed ossa al punto da sembrare intrappolato nell’abito talare troppo lungo ed abbondante, possa essere diventato l’esca sempre accesa di nuove idee ed iniziative. Ancora ci si chiede come quel “brutto anatroccolo” così a ascinato dalla montagna sia riuscito a coinvolgere, come attorno ad un falò tutti i giovani nella scelta del futuro proprio e di quello della comunità di Alte.

Forse non è stato il primo a capire che l’oratorio e il teatrino, attivato nel nuovo palazzo delle Opere sociali, non bastassero più; che cioè i ragazzi avessero bisogno di spazi più ampi, soprattutto per l’attività sportiva. Certamente però, sono stati il suo entusiasmo e la sua tenacia ad a dettare la nascita della nuova Società sportiva, coinvolgendo piccoli e grandi. Per la presidenza si è reso disponibile VITTORIO LONGO, a ancato da LINO SATTO nel ruolo di segretario. Il supporto economico delle aziende è parso subito chiaro, con l’elezione diGUERRINO GIULIARI a presidente onorario. Ma se Don Ernesto dettava la guida morale, altrettanto importante è stata la scelta del tecnico che ne seguisse le linee. E fu scelta quanto mai indovinata in ENNIO BERTOTTO. Come altri personaggi assunti alla fabbrica Ceccato, per altri obiettivi ( citiamo ad esempio il direttore del coro parocchiale, maestro Calgaro), Ennio Bertotto dal veneziano era approdato alla squadra di calcio della Ceccato come giocatore.

Don Ernesto intravide in lui non solo le qualità tecniche, ma anche ben assimilata quella concezione dello sport che in primis guarda alla crescita morale e sociale dei ragazzi. Questo non ha impedito alle sue squadre di conquistare coppe regionali e nazionali.

Ma, per un ventennio, prima in divisa neroverde (i colori veneziani di Bertotto), poi con quella giallorossa della Polisportiva, oltre mille ragazzi hanno seguito le indicazioni che il veneziano elargiva con quel suo forbito linguaggio.

DAL CORTILE ALLA POLISPORTIVA ALTE CECCATO

Se bastava il cortile della canonica al primo nucleo di bambini di Alte per sfogarsi col pallone in pochi anni il loro numero si era decuplicato. Così nel 1962 mentre Don Ernesto pensava alla fondazione di una società sportiva, il parroco Don Attilio Pozzan individuava ad est del paese, in prossimità della ditta Folco, un’area dove riunire ogni sport. Acquistato dalla parrocchia per 14 milioni il terreno è stato benedetto nel 1965 e per iniziarei lavori e le attrezzature la Pro Loco di Alte ha aperto una sottoscrizione. Con i primi soldi, si è approntato il campo da gioco, quanto bastava per convogliarvi le squadre. Fino ad allora, infatti, i ragazzi dovevano cambiarsi nella vecchia cripta della chiesa e quindi trasferirsi nel campo che era stato sede di gioco della prima squadra della Ceccato ( zona fonderia). Ci sono però voluti altri cinque anni per avere un campo con misure più ampie ( 100 x 60 ), spogliatoi adeguati ed un campetto minore per gli allenamenti. L’altro corposo intervento avvenne nel 1978 quando, a seguito della promozione della prima squadra in seconda categoria, il consiglio guidato dal presidente Ra aele Peripoli decise di dotare il polisportivo di tribune e di un impianto d’illuminazione. Questa volta i lavori andarono avanti senza ritardi, al punto che già nell’estate successiva da una nuova tribuna gremita di spettatori si potè assistere al primo torneo notturno di calcio ad Alte Ceccato.

 

Lino Vandin e Giuliano Barban

Il lavoro in questione è stato reso possibile grazie alla collaborazione e all’aiuto datomi da molte persone. Fra queste ho l’obbligo e il piacere di ringraziare Lino Vandin per avermi dato il materiale, con il quale ho iniziato questa mia ricerca e Franco Mensi, per la sua disponibilità. Ringrazio, in modo particolare la Biblioteca Bertoliana, che mi ha dato la possibilità di fotocopiare articoli sportivi degli ultimi cinquant’anni direttamente dal Giornale di Vicenza. Un pensiero grato lo rivolgo a tutti gli sponsor, elencati a parte, senza il cui nanziamento questa mia idea non si sarebbe mai concretizzata. Inoltre grazie a tutti coloro che mi hanno dato immagini fotogra che, consentendo di rivedere i personaggi che hanno fatto la storia di questa società. Per la parte tecnico realizzativa ringrazio Barban Luca, Barban Giuliano, Baldan Valentina, Bovolini Francesco, Cabalisti Paolo, Cisco Luigi, Dal Monte Gianni, Peotta Enrico, Rigodanzo Marco, Rossi Giuseppe e Zanni Nevio.